Recensione Nintendo 3DS prima parte

Acquistata al day one, sono qui a proporvi la mia personale recensione della nuova console portatile di Nintendo, che andrà ad affrontare (personalmente direi ad affiancare) l’NGP proposta da Sony che vedrà probabilmente la luce a fine anno.

 

 

 

Hardware

La Nintendo 3DS è attualmente disponibile in due colori : Cosmo Black e Aqua Blue.

Il modello da me acquistato è Aqua blue e vorrei spendere qualche parola per descriverne la peculiarità e originalità del colore.

Sostanzialmente i colori della console sono tre:  azzurro per la parte inferiore dove è alloggiata la batteria e la componentistica interna, azzurro-verde laccato per la parte che comprende il touch screen e la pulsantiera, per terminare con quell’Aqua Blue sulla parte superiore, comprendente schermo 3D , fotocamere e casse, al quale la Nintendo si riferisce. E’ comunque quest’ultimo molto singolare, poiché cambia tonalità a seconda dell’angolazione secondo la quale si guarda la console, passando da un azzurro-blu ad un verde chiaro-blu riflettente la luce, quasi a ricordare un superficie metallizzata.

Per quanto riguarda le dimensioni e il peso,  riporto direttamente da Wikipedia:

  • Dimensioni : Asse X: 134 mm (13,4 cm)
    Asse Y: 21 mm (2,1 cm)
    Asse Z: 74 mm (7,4 cm)
  • Peso : 235g

La console è ovviamente dotato di due schermi, quello superiore da 3,53″ in 5:3 NON touch, autostereoscopico con tecnologia a doppia barriera di parallasse, con risoluzione effettiva 800×240 e risoluzione visibile 400×240 pixel.  Lo schermo inferiore è invece touch ed ha una diagonale di 3.02″, per una risoluzione visibile di 320×240 pixel.  Per quanto riguarda il processore, abbiamo due CPU ARM 11 che lavorano alla frequenza di 266MHz.

Per la GPU, riporto le specifiche sempre da Wikipedia:

  • GPU DMP PICA200 (133 MHz)
    Rendering fino a 15,3 milioni di poligoni/sec (200 MHz), con fillrate 800 milioni di px/sec (Sempre a 200 MHz).
    Tecnologia Maestro-2G per la gestione di Shader complessi ed effetti avanzati: (Per-pixel Lighting, Procedural Textures, Refraction Mapping, Subdivision Primitive,
    Dynamic Shadows, Gaseous Object Rendering, Anti-Aliasing dell’intera scena fino a 2×2), a differenza del DS il 3DS è in grado di usare 24 bit (16,8 milioni di colori) di profondità colore mentre il DS ne usa solo 16 bit (65.536 colori).

Abbiamo poi, per quanto riguarda lo storage interno, 2GB di NAND Flash, più una porta di espansione per schede SD da 1 a 8GB (una da 2GB è già in dotazione con la console). Per la RAM, invece,  64 MB Fujitsu FCRAM e 32MB SRAM. Per specifiche ancora più dettagliate, rimando al link di Wikipedia.

Passiamo alla disposizione dei comandi e delle porte:

Nella parte frontale, abbiamo il jack da 3.5mm per le cuffie (non in dotazione), il LED di accensione e il LED di ricarica. Il LED di accensione lampeggia con un colore blu in condizioni normali di carica della batteria, diventando poi rosso e poi rosso lampeggiante col ridursi progressivo della carica. Parlando di carica posso dire che, personalmente, non ho trovato eccessive difficoltà ad arrivare a sera; nel mio caso l’utilizzo consiste solitamente in circa 2-3 ore di gioco, la maggior parte delle quali online (quindi wireless costantemente attivo) e, una volta in giro, StreetPass e SpotPass attivi, qualche foto (la qualità purtroppo è solo sufficiente nonostante il 3D) con relativo fotoritocco . Per quanto riguarda il fotoritocco, devo dire che è un plus decisamente carino e da me apprezzato, che permette anche di aggiungere elementi 3D alla foto scattata oltre alle solite modifiche alle quali siamo abituati. Nintendo sta incominciando a spremere alla grande le potenzialità di questo mondo ancora in fase infantile che è il 3D! Ho letto recensioni che dicevano che nella 3DS la scena regalava un effetto solo di profondità, mentre le immagini non “saltavano” fuori dallo schermo…..falso! Provate solo ad aggiungere qualche elemento alla vostra foto (come stelline, note musicali) e li vedrete levitare immobili davanti a voi, relegando la vostra foto ad un mero contorno in un altro livello….o meglio, in un altro piano.

Nella parte laterale sinistra abbiamo uno slide per regolare il volume e lo slot per la scheda SD.

Nella parte laterale destra abbiamo l’interruttore per attivare o disattivare il Wi-Fi e il LED di stato di colore verde.

Nella parte posteriore trovano alloggio le schede di gioco 3DS(e DS essendo la console retrocompatibile), lo stilo retrattile in due sezioni, la porta infrarossi, l’ingresso per l’alimentatore e i due pulsanti di gioco posteriori (che, all’occorrenza, servono anche per scattare le foto).

 

Nella splendida parte superiore luccicante e camaleontica ( 😀 ), troviamo i due obiettivi delle altrettante fotocamere posteriori e il LED di stato delle stesse, che si illuminerà di un viola tenue non invasivo. In alto a destra abbiamo anche un LED che ci comunicherà le notifiche StreetPass(lampeggiando di verde) e SpotPass(lampeggiando di blu) . Quest’ultimo coadiuverà inoltre il LED di accensione, qualora la carica stesse raggiungendo il limite minimo, lampeggiando di un colore arancione.

Aperta la console, troviamo sulla parte inferiore sinistra partendo dal basso, la croce direzionale (a mio parere abbastanza precisa e reattiva) e lo stick analogico, quest’ultimo che si adatta molto bene al pollice, di materiale morbido e non scivoloso, ma che in definitiva mi ha un poco deluso; la risposta, infatti, non è sempre quella voluta, specialmente nelle situazioni di gioco più concitate come ad esempio una partita online di Street Fighter (Eccezionale ! Una droga!  😀 ) dove uno Shoryuken al momento giusto è determinante 😯 .

Nella parte destra inferiore abbiamo, sempre partendo dal basso, il pulsante di accensione (che permette anche di mettere la 3DS in Sleep mode) e la quaterna di tasti A,B,X,Y.

Nella parte inferiore centrale abbiamo i tasti Select, Home, Start (NON sono a sfioramento), il microfono e lo schermo touch da 3.02″.

Nella parte superiore sinistra e destra vi sono, rispettivamente, gli altoparlanti sinistro e destro.  Nella parte destra trova alloggiamento, inoltre, lo slider che controlla la profondità dell’effetto stereoscopico, permettendo all’occorrenza anche di annullarlo completamente. Nella parte centrale troviamo, per ultimo, la fotocamera interna NON 3D. Una nota di merito va ai suddetti altoparlanti, in quanto l’audio che ne esce è senza distorsioni particolari, chiaro e il volume massimo non è troppo alto (è una console portatile, non uno stereo!). Nelle impostazioni audio è possibile inoltre attivare la funzione surround…..una trovata carina ma inutile ho pensato all’inizio, ma che invece mi ha fatto più volte voltare mentre stavo giocando, chiedendomi da dove provenisse quel particolare suono che stavo udendo.

Termino la disamina lasciando per ultimo, ovviamente, lo schermo da 3.53″ che regala il nome 3DS alla console. Come già detto precedentemente l’effetto stereoscopico c’è tutto, i colori sono ottimi (stavolta abbiamo 16.8 milioni di colori contro i 65536 del DS) e la carenza di pixel non è poi così evidente rispetto a come ci si aspetterebbe stando alle specifiche. D’altronde ci si trova a essere talmente coinvolti in questa ulteriore nuova dimensione che, probabilmente, si conteranno i pixel solo se qualcuno ce lo farà notare. Inoltre, lo scopo della Nintendo è, evidentemente, lungi da quello di stupire con la grafica bensì col divertimento. Nota dolente, purtroppo, è l’angolo di visuale. Quest’ultimo si riduce infatti a pochi gradi, superati i quali l’immagine risulterà o sfocata o, semplicemente, piatta. Altro problema (che io, per fortuna, non ho riscontrato) è lo stress che l’effetto 3D produce sugli occhi di chi gioca. Tale stress può portare a nausea e mal di testa; Nintendo, pertanto, consiglia di fare una pausa ogni 10 minuti di gioco per evitare questi effetti indesiderati.


Insomma, suono Surrond più schermo stereoscopico più realtà aumentata (ne parlerò meglio successivamente) e l’immersione è completa! Forse è questo quello a cui si riferiva Nintendo quando ci promise di portarci in una nuova dimensione di gioco; in un oggetto che si può mettere tranquillamente in tasca, portare in giro, condividere con gli altri.

Tutto questo mi fa tornare in mente la diatriba tra le persone che pensano che il vero divertimento lo faccia un hardware di ultimissima generazione, con giochi dalla grafica iperrealistica e dalla trama di un colossal e quelli che invece pensano che il vero divertimento sta in…beh…quello che ti fa divertire, indipendentemente da come è stato creato.

Diciamo che io sono sempre stato un sostenitore del primo gruppo degli ipertecnologici ma che, da quando ho acquistato la nuova portatile di casa Nintendo riesco difficilmente a tenerla spenta, trovandomi magari a passare un’intera ora a sparare alla mia faccia che cerca di baciarmi  😆 (Caccia alla Faccia, uno dei software preinstallati). Con questo non voglio dire che la 3DS non vanti un hardware di tutto rispetto, voglio solo dire che quello che al primo sguardo sembra banale poi, una volta provato, nasconde piccole trovate e tocchi di classe che ti fanno sorridere e ti incollano allo schermo (pardon….agli schermi!).

Vi rimando alla seconda parte per la recensione della parte software……

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