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Negli ultimi mesi la mia voglia di acquisto di un drone è arrivata ai massimi livelli pochi minuti dopo la presentazione di Dji Spark, un “dronettino” dalle dimensioni tascabili, farcito di tutte le tecnologie Dji e venduto ad un prezzo (sempre alto) inferiore al fratellone maggiore Mavic Pro.

L’ho acquistato, ci ho giocato per qualche settimana ed eccomi qui a tirare le dovute conclusioni.

La versione che ho scelto e che vi consiglio caldamente, è la Fly More Combo, ovvero il drone con assieme una serie di accessori fondamentali :

  • Radiocomando WiFi
  • Seconda batteria
  • Caricabatteria rapido (in grado di caricare fino a 3 batterie)
  • Proteggi eliche
  • Eliche di ricambio
  • Borsa per il trasporto

Spark ha una fotocamera da 12 megapixel stabilizzata da un Gimbal a due assi (il terzo asse è corretto via software e devo dire che funziona assai bene!).

Ha una batteria che permette circa 14 minuti effettivi di volo e con il radiocomando, in modalità SPORT, raggiunge i 50 KM orari.

Come direbbe Mario Brega, sto SPARK po esse fero e po esse piuma.

Nella parte frontale ha una serie di sensori che evitano gli ostacoli e lo fermano ad un metro in caso di collisione ( a patto che non superiate i 15 Km/h).

Nella parte inferiore troviamo una fotocamera che scatta una foto del terreno quando decolla, in modo da ritrovare la posizione esatta se dovesse perdere il segnale GPS e due sensori infrarossi.

 

Il prezzo  del solo drone è di 599 euro, mentre la versione Fly More Combo costa 799 euro, una somma elevata, ma che giustifica tutta la tecnologia che è racchiusa in questo piccolo gioeillino.

Ma veniamo alla recensione e ad alcune cosette che non mi sono piaciute.

L’azienda lo pubblicizza come un selfie drone, facile da utilizzare e comandabile anche solamente con i gesti della nostra mano.

Diciamo che nel 70% dei casi i gesti funzionano bene, ma dovrete essere assai precisi e lenti nei movimenti.

Una volta in volo, se lo salutate con la mano, lui si allontana e si prepara a scattare una bella foto, semplicemente facendo il seguente gesto.

Peccato che la foto abbia una risoluzione ridicola di 1440×1080 :/

Ehm, gesture errata 😀

Ok, probabilmente la fotocamera viene utilizzata per carpire e seguire i nostri movimenti, ma scattare una foto a questa risoluzione non è accettabile. Urge una soluzione e si vocifera che Dji stia lavorando a questo.

Il secondo problemino è la mancanza di un “gesto” che registri i video. In pratica, con le gesture, voi lo potete usare solo per scattare le foto. Anche in questo caso Dji ha promesso che introdurrà questa funzione in un prossimo aggiornamento.

Terzo e ultimo problemino, le gesture con il vento.

Se lo facciamo decollare dalla mano in presenza di un leggero venticello, c’è il rischio che il drone prenda una sbandata verso la direzione del vento e che fiondi per terra, o ancora peggio, che ci venga addosso.

Ok, è una situazione estrema, però sono rimasto allibito nello scoprire che nella confezione “solo drone” non siano presenti i para eliche, accessorio fondamentale se si utilizza solo con le gesture. Assurdo!

Chiudo con una accenno del regolamento ENAC, che va a scontrarsi con le belle immagini e video che ci propina Dji nel suo sito ufficiale.

Scordatavi di utilizzarlo in presenza di persone, anche solo in modalità gesture, non si può.

Secondo il regolamento ENAC è vietato svolazzare sopra assemblamenti di persone, in città, nei centri abitati e ovunque ci sia anima viva. Quindi, se fate un festino o se siete ad un matrimonio e volete fare il “selfone” di gruppo, oltre a prendere le mazzate dal fotografo, ve lo possono pure sequestrare…

Il regolamento è complicato ed è diviso in due sezioni, piloti professionali e utilizzo creativo.

I piloti professionali sono coloro che lo utilizzano per lavoro e quindi sono obbligati a fare il corso, prendere il patentino e chiedere il permesso ad ENAC per fare riprese.

La sottile differenza è il vile denaro.

Se fai un video e lo vendi, sei un professionista, se ci giochi, no.

Per chiarirvi le idee, ecco le FAQ  ENAC relative ad un utilizzo ricreativo del drone.

Uso ricreativo dell’APR

  • È possibile far volare un APR sulla spiaggia?

No, se sulla spiaggia sono presenti persone.

  • È possibile far volare un SAPR/APR nel giardino/terrazzo della propria abitazione?

No, se il giardino/terrazzo è in ambito zona urbanizzata.

  • Dove si può volare con gli aeromodelli?

Gli aeromodelli vengono utilizzati per motivi ricreativi, possono essere fatti volare di giorno in contatto visivo diretto al massimo a 200 m (per avere una idea un campo di calcio è lungo circa 100 m) di distanza e a un’altezza massima di 70 m (circa un palazzo di 15 piani) e quindi senza utilizzare eventuali automatismi di volo su percorsi fuori dalla vista del pilota.
Si possono utilizzare tali aeromodelli in aree non popolate e quindi sono da escludere i centri urbani e i parchi pubblici in essi contenuti.
Inoltre bisogna sincerarsi che non si sia più vicini di 5 km da un aeroporto oppure in un’area dove sia esplicitamente proibito volare in assoluto (ad es. centro di Roma). 
Sono altresì vietati i voli negli spazi aerei ATZ e CTR, tali informazioni sono reperibili sul sito dell’ENAV (https://www.enav.it/

  • A cosa bisogna fare attenzione quando si sceglie un posto dove volare?

Oltre a quanto sancito dal Regolamento ENAC e riassunto sopra, bisogna seguire le regole di buonsenso: scegliere spazi aperti senza alberi, distanti da persone e strade, evitare di volare vicino a spazi recintati in quanto un’eventuale recupero potrebbe essere problematico, non volare quando ci sono raffiche di vento per evitare che l’APR si allontani dalla vista. Evitare inoltre delle zone dove ci sono grossi ripetitori TV, dove le interferenze potrebbero farci perdere il controllo del nostro mezzo.

  • Con gli aeromodelli si possono fare riprese video personali, rispettando la privacy e la sicurezza?

Al pari della videocamera personale utilizzata nei viaggi turistici per fissare i ricordi, si possono effettuare video amatoriali.

  • Una volta fatte, le riprese amatoriali si possono postare sulle pagine personali dei social?

Stessi criteri di un video amatoriale effettuato col telefonino o con la videocamera.

  • Quanto può essere grande un aeromodello?

Il Regolamento ENAC non fissa una dimensione massima. Oltre i 25 kg oppure per potenza totale di motori superiore a 15 kW sono previsti requisiti molto stringenti contenuti nell’art. 35 del Regolamento stesso. Un aeromodello superiore a 300 grammi con velocità che normalmente arriva a 60 km/h può essere considerato, per le energie in gioco, inoffensivo. 
Oltre i 2 kg un eventuale impatto può sicuramente provocare lesioni alle persone. Una condotta responsabile impone quindi di non pilotare aeromodelli sopra un certo peso senza un’adeguata capacità di pilotaggio, che può essere acquisita o tramite un allenamento con un aeromodello inoffensivo o, meglio, presso un Centro di Addestramento, dove un istruttore con doppio comando può insegnare all’allievo le norme per effettuare un volo in sicurezza.

  • In occasione di matrimoni è possibile riprendere la cerimonia con un aeromodello munito di videocamera all’esterno della chiesa ed effettuare le riprese? Inoltre Si può volare nel giardino del ristorante e riprendere il banchetto?

No, per motivi hobbistici non è consentito volare in area popolata.

  • Dove è possibile organizzare un raduno di aeromodelli tra amici?

Analogamente alle manifestazioni aeromodellistiche occorre mettersi in contatto con l’Aero Club d’Italia per ottemperare alle specifiche disposizioni.
Il luogo dovrà essere in ogni caso in una area non popolata.

  • Quali sono i limiti nell’utilizzo di un APR/SAPR per scopi ricreativi e sportivi? Ad esempio, in quali aree può essere utilizzato e a quali altezze?

Un APR/SAPR per definizione non è utilizzato per scopi ricreativi o sportivi. In caso di tali attività l’APR/SAPR è considerato nella classificazione degli aeromodelli e come tale può essere utilizzato in vista fuori delle aree urbane ad altezza massima di 70 m e nel raggio di 200 m. Per quanto riguarda lo spazio aereo non deve interessare le CTR, le ATZ e ad almeno 5 km da un aeroporto.

  • Un SAPR può essere utilizzato senza alcun corso, senza attestato di pilota e per soli fini ricreativi?

Un SAPR per definizione non è utilizzato per fini ricreativi. I mezzi utilizzati per fini ricreativi rientrano nella definizione di aeromodelli e come tali non necessitano di attestato.

Ricapitolando, per un utilizzo creativo non serve una patente, serve del gran buonsenso 🙂

Dopo questa buona dose di pessimismo, è il momento di parlare di cosa mi ha convinto.

Il drone è figo, piccolo, tascabile e si pilota in modo semplice ed immediato.

Ho provato sia con lo smartphone che con il radiocomando e tra i due vi consiglio caldamente di optare sempre per il radiocomando (ed è per questo che vi consiglio la versione combo).

Con lo smartphone, (ho usato un iPhone 7 Plus) la distanza massima dichiarata è di circa 80 metri, con il forte rischio che non vi risponda più ai comandi.

Per esperienza personale vi posso assicurare che il primo giorno ve ne starete tranquilli e sereni con la modalità beginner, che limita il drone a 30 metri di distanza. Poi col passare dei giorni disattiverete la modalità beginner e vi spingerete sempre più in alto e senza il radiocomando, c’è il forte rischio di perdere i comandi. Ok, ha il ritorno a casa in automatico, evita gli ostacoli e torna da dove è partito, ma vi assicuro che non è piacevole.

Con il radiocomando è tutta un’altra storia, ma c’è un però.

Dji ha scelto di utilizzare il WiFi e non il segnale radio OcuSync, utilizzato su tutti i droni (Mavic Compreso).

La portata massima in Europa è di 500 metri lineari dal nostro punto di partenza, ma essendo il Wifi un segnale che non è esente da disturbi, può capitare di perdere il flusso video già a 50 metri di distanza e anche in questo caso, se non vediamo più il drone, è un bel colpo alle coronarie. La soluzione rimane il pulsante magico RTH (ritorno a casa).

I primi giorni, essendo totalmente imbranato, mi limitavo a volare al massimo a 30 metri, quando ho preso più confidenza con il mezzo e mi sono deciso di aumentare le distanze e ho scoperto che il segnale video proprio non va.

Altezza di 42 metri, addio segnale video…

Leggo spesso il forum ufficiale di Dji e alcuni utenti hanno consigliato di utilizzare il collegamento via cavo con una soluzione USB OTG e di staccare il bluetooth e il wifi.

La mia soluzione per collegare il radiocomando dello Spark allo smartphone via cavo.

Il segnale video è sicuramente più fluido e stabile, ma solo se rimanete ad una distanza di circa 50 metri.

C’è da dire che fortunatamente non ho mai perso il segnale dei comandi e questo è comunque un punto a favore del radiocomando.

Tuttavia ritengo che questo problema sia abbastanza grave, in quanto non si ha mai la sicurezza di fare un volo senza disconnessioni video e da un prodotto di Dji sinceramente questo non me lo sarei mai aspettato.

Mi sono confrontato telefonicamente con gli amici Niccolò di HDBlog e Nicola di Androidworld – Smartworld, loro hanno la versione senza radiocomando e vi basta leggere le loro recensioni per capire che non fanno altro che confermare quanto ho scritto.

Peccato, un vero peccato!

Il drone ha millemila funzioni, tra le più interessanti e utili ci sono le riprese automatiche chiamate Quick Shot :

  • Rocket : Parte a razzo con la camera puntata verso il basso
  • Dronie : Vola in dietro e in alto, con la camera puntata vero il soggetto.
  • Circle : Fa un cerchio attorno al soggetto
  • Helix : Crea una spirale intorno a voi

Vi consiglio di utilizzare queste funzioni solo in spazi aperti, soprattutto le ultime tre, in quanto si allontana parecchio da voi e potrebbe sbattere contro alberi, case o altro.

La registrazione dei video avviene in Full HD a 30 FPS, non ci sono altre modalità di ripresa.

La qualità è ottima, i video sono fluidi con colori non alterati e stabilizzati in modo pazzesco.  Nulla da dire!

Dal punto di vista fotografico, vi dico subito che non è possibile scattare foto mentre si fanno i video.

Tra le varie modalità di scatto troviamo :

Scatto panoramico (scatta 9 foto e le unisce, ahimè a bassa risoluzione 2087×1255)

Shallow Focus : sfoca lo sfondo (anche questo a bassa risoluzione)

Qui trovate un album con tutte le foto a risoluzione originale.

Adesso però è arrivato il momento della video recensione, buona visione!

Conclusioni

Sarò fuori dal coro, ma ad oggi, vi sconsiglio di acquistarlo.

Dopo l’eccitazione iniziale sono venuti fuori tanti problemi, tutti probabilmente risolvibili con un aggiornamento firmware, ma ho la netta sensazione di utilizzare un prodotto in fase beta e di essere uno dei tanti tester sparsi per il mondo.

Visto il prezzo e vista la nomea di Dji (leader del settore da anni) ciò non è tollerabile.

Vi terrò aggiornati sui futuri aggiornamenti software e sulle risposte dell’azienda alle mie lamentele.

Oramai l’ho acquistato e lo tengo, ma sono assai infastidito e frustrato :/

 

Un doveroso ringraziamento all’amico Marco Ricci! (qui il suo canale Youtube, obbligatorio iscriversi!)

 

Nel caso vi interessasse acquistarlo, ecco i link.

A presto!